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“Energizziamo” la User Research da remoto!

 

Come rendere la User Research da remoto una valida alternativa al design on site?

Che ruolo ha il facilitatore in questo processo?

 

Ci troviamo a volgere sempre più verso un futuro di posti di lavoro e aziende remote che stanno portando il Virtual design facilitator ad assumere un forte potenziale. Questo perché la nuova metodologia aiuta a  migliorare il lavoro di squadra e la ricerca generando così prodotti più efficienti.

Ma quanto ritorno può avere in termini produttivi? Può l’attività remota essere una solida alternativa per ottenere risultati significativi anche senza stazionare negli spazi fisici tradizionali?

Partendo dal principio, queste sono le domande che le aziende agli inizi del 2000 hanno cominciato a porsi sentendo sempre più il bisogno di approcciare il proprio lavoro con diversi metodi ritenuti estremamente redditizi in termini di produttività, velocità e qualità. Tutto ciò è stato reso possibile introducendo metodologie agile e organizzando il proprio lavoro in piccoli cicli molto focalizzati dove persone “concentrate” e “competenti” cercano di risolvere problemi nel minor fattore di rischio possibile.

Conosciamo, ormai nel 2020, le prospettive di lavoro agile e i benefici che ha portato nelle aziende. Grazie alla metodologia agile il lavoro di squadra già dal 2001 ha cambiato questa visione del lavoro, rendendo il team decisamente più attivo e restituendo (in termini di ROI) la massima produttività.

Abbiamo quindi osservato come questo cambiamento abbia trascinato con sé atteggiamenti e iniziative che hanno rivoluzionato il modo di pensare al lavoro di squadra attraverso uno sguardo open minded anche nella fase di design del prodotto digitale!

Nasce, infatti, uno strumento per sviluppare un'ipotesi, prototipare un'idea e testarla rapidamente con il minor investimento e in un ambiente il più reale possibile: il Design Sprint (https://www.digital4.biz/). Gli Sprint di progettazione allineano rapidamente il team in una visione condivisa con obiettivi e risultati chiaramente definiti. Grazie alla nascita di questi approcci nasce così la figura del Virtual Facilitator. 

 

Cos'è un facilitatore?

Un facilitatore è qualcuno che aiuta un gruppo di persone a comprendere i loro obiettivi comuni e li aiuta a pianificare come raggiungerli; il facilitatore rimane "neutro", il che significa che non svolge una particolare posizione nella discussione. Alcuni strumenti di facilitazione cercheranno di aiutare il gruppo a raggiungere un consenso su eventuali disagi che preesistono o emergono nell’interazione in modo che abbia una solida base per l'azione futura. Dalla ricerca di migliorare e dare grinta e positività al team si e arrivato al concetto di “energizzare” il lavoro.

Quante volte ci siamo trovati in situazioni imbarazzanti durante Sprint di design e sessioni creative? Il termine Energizers è ora diventato una parola d'ordine usata in modo intercambiabile come rompighiaccio, riscaldamento, disinibizione. Sebbene ci siano alcune sottili differenze nella terminologia all'interno della comunità del design, ciò che tutti questi termini e attività hanno in comune è l'obiettivo di portare un impatto leggero e positivo al team in brevissimo tempo, far sorridere e abbracciare i partecipanti al processo con un atteggiamento collaborativo.

Tornando alla virtualizzazione di questo ruolo, la domanda che ci si pone è:  

La  facilitazione virtuale può perdere efficacia per non condividere lo stesso spazio fisico con i partecipanti e quindi percepire al meglio i loro livelli di energia?”

e ancora:

Gli Sprint di progettazione virtuale possono essere quindi una solida alternativa che porta a risultati significativi oltre a permetterci di organizzare riunioni online più produttive e meno noiose?

Dunque, come potremmo “energizzare” il nostro lavoro anche da remoto?

 

Alcuni esempi interessanti:

 

Disegnare il proprio vicino

Il facilitatore divide la squadra in coppie, che devono “abbozzarsi” a vicenda in 30 secondi. È possibile utilizzare carta reale o tela virtuale come superficie di schizzo. Alla fine dei 30 secondi, i partecipanti mostrano/ rivedono gli schizzi con il resto della squadra. Una nota divertente per iniziare la sessione!Oppure partecipare ad una sessione di co-creazione virtuale. In questo caso si ha bisogno di almeno due cose: un software di videochiamata (come ad esempio Zoom) e di una schermata condivisa (come ad esempio Murale).

Il facilitatore ha, esattamente come fosse faccia a faccia, la responsabilità e il controllo sulla sessione, che nella configurazione virtuale significa avere sempre il ruolo di amministratore negli account software.

Un esempio è l'opzione 'Evocazione', questa funzione consente al facilitatore di mettere tutti o alcuni individui specifici a concentrarsi su un'area comune della tela in modo che tutti i partecipanti possano visualizzare la stessa cosa contemporaneamente. Si assicura che tutti stiano vedendo ciò che deve essere visto, o semplicemente attira l'attenzione dei partecipanti che si sono accidentalmente "persi" sulla tela.

 

Lightning Decision Jam

Il Lightning Decision Jam è un processo di facilitazione utilizzato nelle situazioni in cui un gruppo debba prendere delle decisioni, risolvere problemi o discutere particolari situazioni.La maggior parte della sessione virtuale avviene in silenzio, lavorando attivamente su compiti dati contemporaneamente al proprio team, con solo il facilitatore che fa da guida, attività dopo attività. Tutti lavorano da soli contemporaneamente, sul murale, senza la necessità di porre domande, perché tutto rimane abbastanza autoesplicativo da essere quasi autonomo. E tutto sembra incredibilmente efficiente. L'assenza di un dialogo aperto aumenta l'efficacia e le verità emerse vengono rapidamente sbloccate dal processo.In AppQuality approcciamo le attività di UX Research seguendo queste metodologie sempre più inclini alle metodologia agile, concentrandoci sul concetto di sprint e seguendo processi iterativi per raggiungere risultati significativi in tempi brevi.

Crediamo inoltre che ci sia ancora molto spazio per la ricerca, l'esplorazione, il miglioramento e la sperimentazione di diversi approcci, rendendo quindi il nostro lavoro un posto emozionante per tutti gli appassionati di design, UX research e UX testing!

Questo quello che ci chiediamo tutti i giorni:

se le attività di research & testing funzionano bene con tutti nella stessa stanza, lo stesso successo potrebbe essere raggiunto in un ambiente virtuale?

Nel Crowdtesting, i tester lavorano (per la maggior parte dei casi) da remoto. Allo stesso modo, i video di Thinking Aloud registrati durante i nostri test di User Experience vengono poi analizzati sempre da remoto da UX researcher certificati. Questo permette di testare nel proprio ambiente reale, proprio come quando gli utenti utilizzano l'app da casa loro.

Per saperne di più sui test di UX con il Crowdtesting, visita la nostra pagina dei servizi o lascia il tuo contatto cliccando qui sotto

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