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2020 Q2: Covid-19 tech update

 

Update settimanale delle principali notizie sugli aggiornamenti tecnologici mobile collegati all'emergenza Covid-19

L'aggiornamento avverrà settimanalmente e in testa all'articolo sarà possibile trovare le notizie più recenti.


Week 27/2020
La lista delle aziende che si stanno impegnando attivamente nella ricerca di soluzioni tecnologiche efficaci per accompagnare la ripresa delle attività produttive dopo il periodo caldo dell’emergenza Covid-19 si continua ad allungare. È evidente la duplice esigenza che queste nuove soluzioni vogliono indirizzare:
 
  1. Dare al lavoratore dipendente uno strumento per svolgere il proprio lavoro in modo sicuro offrendo uno strumento di controllo sulla distanza dai colleghi
  2. Avere da parte del datore di lavoro un modo per identificare in modo proattivo eventuali assembramenti o situazioni di rischio
 
Ecco un elenco sintetico delle soluzioni identificate la scorsa settimana e appartenenti a questa catergoria:
 

 

Vogliamo segnalare in particolare anche due soluzioni italiane (la prima di Varese e la seconda di Bolzano). In settimana verrà fatto un un approfondimento sulla qualità e sulle performance di queste due particolari soluzioni di matrice italiana:

In calce invece la lista delle soluzioni identificate fino a questo momento:


 



Week 26/2020

Il panorama delle soluzioni per l'individuazione e la salvaguarda del social distancing sono in continuo aumento.

In questo settore i player che operano nell'ambito IoT (Internet of Things) stanno trovando terreno fertile per poter mettere in luce i vantaggi ed i progressi che le diverse soluzioni tecnologiche hanno mostrato in questi ultimi anni.

La maggior parte delle soluzioni sono basate su device hardware IoT prodotti ad hoc. In genere hanno queste caratteristiche:

  • sono dotati di una dimensione molto compatta
  • sono provvisti di una autonomia sempre più ampia (intesa come tempo di funzionamento collegato alla durata della batteria);
  • sono progettati per avere una struttura molto solida (adatta a molteplici realtà lavorative anche in ambienti industriali). 

Molte soluzioni si stanno inoltre concentrando per monitorare la distanza sociale ed l'interazione solo attraverso un oggetto "companion" fisico e non più tramite lo smartphone dell'utente/lavoratore. Questa scelta risponde all'esigenza di garantire il minor impatto possibile sulla privacy dell'utente/lavoratore al di fuori dell'ambiente lavorativo.

In questo quadro si stanno anche muovendo in modo importante le aziende che storicamente affrontano il tema dell'indoor location, come già visto nelle settimane scorse con la soluzione proposta da Estimote.

 

Ecco alcune delle nuove soluzioni identificate questa settimana:

Una nota particolare merita l'ingresso in questo tema di Arduino, azienda 100% italiana, che ha recentemente iniziato ad affrontare il tema della ripartenza delle attività lavorative, per ora mostrando alcuni interessanti casi studio.

 

Qua invece l'elenco completo delle soluzioni identificate fino a questo momento:


Week 25/2020
Update sulle novità riguardo le soluzioni di monitoraggio dei contatti e delle distanze. 
 
 
Le soluzioni che si stanno affacciando sul mercato sono sempre più orientate all'utilizzo di:
  • wearable che consentano al lavoratore di monitorare il rispetto della distanza, con avvisi sonori e/o visivi
  • l'utilizzo di getaway posti negli spazi per consentire di monitorare assembramenti ed situazione potenzialmente pericolose

Ecco alcune soluzioni che si stanno affacciando a questo contesto appliccativo:

 

Tra queste soluzioni merita una menzione particolare Sonarax basata su un tecnologia sonar
Il sistema proprietario garantisce un'ottima precisione nella misura delle distanze e non è in grado di superare barriere, quali muri o barriere fisiche. 
 
Questa limitazione viene sfruttata come un beneficio perchè consente di abbattere in modo sensibile la presenza di false segnalazioni positive
 
Qua invece l'elenco completo delle soluzioni identificate fino a questo momento:
 
 

 


Week 24/2020
Settimana di aggiornamento sulle ultime novità in ambito applicazioni mobile B2E (Business 2 Employee) per gestione Covid19. 
 
Nelle ultime settimane diversi player del modo hardware sono scesi in campo con soluzioni ad hoc basate sull'utilizzo di wearable devices.
In particolare payer come Estimote, da sempre figura di primo piano nell'ambito dell’indoor localization, ha evoluto la propria soluzione per consentire di tracciare, tramite un piccolo dispositivo dalla batteria estremamente durevole, la distanza tra le persone e monitorare la presenza di assembramenti. 
 
Accanto a questi è scesa in campo anche Samsung con dispositivi come il samsung Watch Active 2.
 
Le soluzioni commerciali che in questi giorni sembrano riscontrare maggior successo sono:
 

 

 

 


Week 23/2020

Concentrandosi sulle soluzioni aziendali, in questo post andiamo a elencare le principali soluzioni identificate in grado di preservare la salute dei proprio dipendenti offrendo sistemi sempre più avanzati per garantire il rispetto della distanza sociale di sicurezza e notificare eventuali contatti con persone successivamente identificate come infette.
La volontà non è tanto il monitoraggio del singolo individuo nel suo percorso lavorato quando offrire al lavoratore un supporto chiaro che lo notifichi in caso questi non stia rispettando la distanza minima , sia o sia stato esposto alla presenza di un collega infetto.

Le soluzioni attualmente disponibili per la forza lavoro si basano sempre più spesso su sistemi IoT, tipicamente piccoli wearable, in grado di rilevare la reciproca distanza tramite BLE (Bluetooth Low Energy) ed avvertire l’utilizzatore in caso di distanza dai colleghi circostanti sia insufficiente. Questi sistemi sono efficaci nel momento in cui tutte le persone presenti nello spazio di lavoro siano dotati del dispositivo di tracciatura. I device adottati tipicamente possono avere il formato di orologio, una smart-band, o qualcosa di poco più ingombrante di una carta di credito. I dispositivi basati su BLE posso essere efficaci anche oltre un anno senza mai richiedere una ricarica, offrendo quindi in impatto minimo sulla quotidianità del lavoratore.

Poter dotare la propria forza lavoro di dispositivi di questo tipo abilita in seconda battuta, con un piccolo investimento nell'infrastruttura tecnologica (tipicamente semplici getaway), di poter effettuare il conteggio delle persone presenti nelle aree comuni, poter quindi avere avvisi in tempo reale in caso di superamento dei limiti imposti dalla legge, avere una tracciatura dei flussi nelle fruizione delle strutture.

Sotto l'immagine le principali soluzioni identificate. 

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Le soluzioni commerciali che in questi primi giorni stanno riscontrando maggior successo sono:
 
 
 
Articoli interessanti collegati al tema oggetto del post: 

 


 Week 22/2020
Nella giornata di Venerdì 29 maggio è stata rilasciata un’altra porzione del codice dell’app Immuni. Purtroppo non aggiunge molte informazioni riguardo a quello che si sta sempre più rilevando il tema caldo di questo ambito di applicazioni: la gestione della privacy & data retention.
 
Il tema forte che rimane aperto su tutte le applicazioni mobile è la gestione della privacy:
  • Quali informazioni vengono salvate? 
  • Quanto anonime sono le informazioni salvate? 
  • Dove avviene il salvataggio delle informazioni? 

Su questi temi si confrontano ormai da alcuni mesi diversi attori, sia del mondo software che del mondo istituzionale. 
Il grado di accuratezza e di sensibilità di queste applicazioni è legato a doppio filo al tipo di sistema utilizzato per la localizzazione. Le soluzioni più diffuse sono:
  • Bluetooth (per la prossimità) 
  • GPS (per tracciare le persone nella medesima zona) 
  • Location (inteso come cella di connessione della rete telefonica per tracciare le persone nella medesima zona) 
Ognuna di queste soluzioni ha un grado di accuratezza ed efficacia differente e progressivamente un impatto differente sulla privacy dell’utilizzatore. 
 
Accanto a questi sistemi si sono presentate una serie di soluzioni più complesse che offrono un meccanismo di sensor fusion (utilizzo contemporaneo di più sensori) per il tracciamento della prossimità e del contatto. Questi sistemi sono già progettati per preservare la privacy e gestire il trade-off tra anonimato ed efficacia del tracciamento. 
 
Tra questi le soluzioni più interessanti al momento sono:
 
Queste sono il frutto del lavoro di consorzi indipendenti che raccolgono diversi attori o sono orientati alla creazione di soluzioni non legate a specifici vendor. Sotto questo stesso ombrello ricade la soluzione Apple/Google Exposure Notification Framework.
 
Oltre a questi strumenti, stanno crescendo anche soluzioni non legate strettamente al mondo mobile ma più legate al monitoraggio dell’ambiente attraverso sistemi di Image Recognition ed autoapprendimento (AI). Tra queste soluzioni un ottimo esempio è Blimp in grado di rilevare direttamente dalle immagini dei circuiti di sorveglianza alcuni elementi fondamentali per prevenire il contagio:
  1. l’utilizzo delle mascherine protettive;
  2. il rispetto della corretta distanza sociale; 
  3. la temperatura corporea (potenzialmente se associato ad un sistema di termo-camere).
 
Link di approfondimento
 
 

 


Week 21/2020

Approfondimento sulle soluzioni per monitorare il livello di esposizione al rischio di contagio a cui le singole persone sono esposte durante le attività lavorative.

Le soluzioni attuali si basano principalmente su due metodologie:

    1. Monitoraggio della distanza tra gli individui (Social Distancing);
    2. Monitoraggio del rischio basato sulla tracciatura dei contatti di chi ci circonda (Contact Tracking).
Lo smartphone, in quanto dispositivo “intelligente” e ampiamente connesso, è lo strumento ottimale per supportare nella tracciatura e monitoraggio citati.
Il Social Distancing è tecnologicamente più semplice da mettere in opera e coinvolge tecnologie come il bluetooth low energy (BLE) presenti sugli smartphone più recenti o, in alcuni casi, anche dispositivi wearable creati ad hoc per l'attività di tracking. Questa tipologia di soluzioni sono pensate per generare un avviso sonoro e/o testuale che avverta gli utilizzatori quando la distanza tra loro è inferiore ad una soglia minima di sicurezza in modo tale da ridurre l’occasione puntuale di contagio. La valenza di questo tipo di applicazione mantiene il proprio valore anche se utilizzata solo durante la vita lavorativa.
Le soluzioni di Contact Tracking, più articolate e complesse da creare, tra cui possiamo annoverare le soluzioni basate sul Exposure Notification framework prodotto da Apple e Google (citati nel paragrafo sottostante), puntano a indicare all'utilizzatore il livello di rischio a cui è esposto considerando, nel calcolo del livello di rischio, gli altri smartphone presenti nelle vicinanze (tipicamente utilizzando comunicazioni via bluetooth) e i precedenti device con cui è venuto in contatto.

Chiaramente le applicazioni che puntano a monitorare il Social Distancing presentano molti meno rischi legati alla privacy e non richiedono la necessità di memorizzare nessun dato esterno all’applicazione. Le soluzioni orientate invece al Contact Tracking si basano necessariamente sulla memorizzazione e la condivisione dei dati, sia pure anonimizzati, relativi ai singoli contatti registrati. Temi rilevanti da considerare per queste soluzioni diventano quindi dove vengono salvati i dati, i livelli di sicurezza utilizzati (crittografia), per quanto tempo questi verranno memorizzati e mantenuti per portare valore all'utilizzatore finale. 

Attualmente la soluzione pubblica promossa dallo Stato Italiano è l'app “Immuni”. A pieno titolo nella categoria Contact Tracking, si basa sul Exposure Notification Framework e punta ad offrire agli utilizzatori una costante tracciatura dei dispositivi nelle vicinanze e quindi il rischio a cui è esposto l’utilizzatore. Dalla documentazione pubblicata (https://github.com/immuni-app/documentation) il funzionamento si articola su tre elementi chiave:
    1. Quando due dispositivi sono sufficientemente vicini per un lasso di tempo sufficientemente lungo, ogni dispositivo traccia la presenza dell’altro al proprio interno (localmente). La tracciatura avviene generando due chiavi casuali e temporanee ottenuta sulla base di una chiave interna al dispositivo aggiornata quotidianamente;
    2. Quando un utente viene identificato come positivo al Covid-19, dopo la conferma da parte di un operatore riconosciuto della sanità, le chiavi generate dai recenti contatti vengono caricate sul server, in modo da ottenere una prima mappatura dei possibili contagi;
    3. L’applicazione provvede quindi periodicamente a scaricare i profili di prossimità delle persone con cui è entrato in contatto e, nel caso di positività al virus di uno dei contatti, all’utilizzatore viene notificato il rischio a cui è esposto.

Nella documentazione fin'ora pubblicata, non sono disponibili informazioni sulla distanza massima tra dispositivi per tracciare la reciproca presenza, è invece noto che il tempo necessario affinché un contatto sia registrato si estende da 5 a 30 minuti.

E' invece esplicitamente espresso che nessun dato personale o di geo localizzazione viene tracciato o condiviso dall’applicazione. L’applicazione quindi non è in grado di determinare quando e dove possa essere avvenuto il contatto con una persona affetta dal virus. Inoltre, l’applicazione non è in grado, proprio per i vincoli di anonimizzazione, di determinare se l’utente è entrato in contatto con 4 utenti infettati o 4 volte con il medesimo soggetto infettato.

I dati dovranno risiedere sul dispositivo non più di qualche settimana. I creatori dell’applicazione (android ed iOS) dichiarano che tutti i dati saranno mantenuti non oltre il 31 dicembre 2020 e che il Responsabile di questi dati sarà direttamente il Ministero della Salute.

L’uscita dell’applicazione è prevista per la fine del mese di Maggio anche se il quadro legislativo a cui dovrà sottostare non è ancora stato completamente definito.


Applicazioni di questo tipo si stanno diffondendo in modo importante nel mondo, bilanciando la qualità del servizio offerto con il livello di privacy garantito agli utenti. L'MIT offre un interessante spunto per una prima comparativa che è possibile trovare al  seguente link: https://www.technologyreview.com/2020/05/07/1000961/launching-mittr-covid-tracing-tracker/

Nella tabella sottostante è possibile vedere la Tech Review dei Tracing Tracker reallizzata dall'MIT su cui andremo a costruire le analisi nelle prossime settimane. 

 

covid-tracing-tracker-2020-05-24-10_13_39

 

 

 


Week 20/2020

Ragionando a livello di sistema operativo, le soluzione offerte dai principali produttori si basano su tecnologie di comunicazione molto consolidate, come il bluetooth e wifi.


Il 20 Aprile 2020 è stato annunciato lo sviluppo congiunto tra Apple e Google per lo sviluppo di API comuni sulle due piattaforme: Exposure Notification API. I punti cardine comunicati sul funzionamento delle API sono essenzialmente tre:

    1. Specifiche di accesso al Bluetooth per facilitare l’identificazione dei soggetti in prossimità (può anche essere rilevata la posizione esatta tramite GPS)
    2. Specifiche per la gestione della crittografia delle informazioni e alla gestione dei dati: l’attenzione è identificare in modo univoco i device vicini ma non la persona ad essi collegata
    3. Specifiche relative al funzionamento del framework tecnologico di gestione dell’interazione tra sensori (attraverso Bluetooth), le informazioni del soggetto trattate e la gestione delle notifiche all'utente finale
L’elemento tecnologico rilevante è che lo sviluppo congiunto tra Apple e Google è mirato a rendere inter-operabile l’identificazione e la tracciatura tra i due sistemi operativi mobile (Android e iOS) e quindi permettere alle applicazioni che verranno sviluppate sopra a questo framework di funzionare correttamente sulla maggior parte dei device in circolazione.


In Android le API saranno disponibili dalla versione 5 (la versione attuale è la 10) mentre per quanto riguarda iOS saranno disponibili dalla versione 13.5 (la penultima versione).


Per quanto riguarda il sistema operativo Apple le API non sono di libero accesso: per poter sviluppare è necessario un entitlement con Apple attraverso un apposito form online. In ambiente Android le API sono invece concesse, previa autorizzazione, solo alle autorità governative pubbliche.

Una nota importante è che il framework non punta ad indicare con chi sei stato in contatto, ma, attraverso un calcolo matematico sulla base dei dispositivi rilevati nelle vicinanze e il tempo di esposizione agli stessi calcola un livello di rischio che viene successivamente comunicato all'utente.



Riferimenti utili

Riferimenti utili per sviluppatori software

 

Per ogni tipologia di approfondimento (tecnologico e non) scrivere a: edoardo.vannutelli@app-quality.com