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Bending Spoons sceglie il Crowdtesting: stessa qualità, meno risorse

Oggi vogliamo sfatare un mito.

Spesso si è portati a pensare che a chiedere un aiuto esterno per il software testing siano solo le aziende che internamente non hanno le competenze per farlo. Per provare che non è così abbiamo intervistato Federico Passalacqua, Product Manager per Bending Spoons, l'azienda di sviluppatori che ha rilasciato app come LiveQuiz, 30 Day Fitness, Sleep, Yoga Wave... tutte con punteggi altissimi sugli store. 

Nel loro caso le competenze interne in termini di User Experience e di Software Testing non mancano certamente, eppure hanno scelto l'outsourcing del processo di test di una parte di 30 Day Fitness sul mercato statunitense. Perché lo hanno fatto? Ce lo racconta Federico nell'intervista.

Buona lettura!  


Insieme ad AppQuality hai testato la UX dell’app 30 Day Fitness sul mercato statunitense. Ci racconti le difficoltà del test e quali obiettivi aveva?

Negli Stati Uniti (ma anche in Italia) 30 Day Fitness ha già un ottimo posizionamento nello store, con più di 4 stelle su 5 di valutazione. Insomma, l’altissima qualità dell’app da testare era già stata riconosciuta dagli utenti. Quello che volevamo capire con questo test era principalmente il grado di intuitività delle features e la loro "discoverability", fondamentale dato il ricco numero di funzionalità offerte. Per farlo abbiamo utilizzato la metodologia "thinking Aloud" su due gruppi di tester.

 

Spesso le aziende con una fortissima impronta tech pensano che l’outsourcing del processo di test sia più indicata per le realtà meno digital, tendendo quindi a internalizzare questa fase. Bending Spoons è senza dubbio una realtà tech evoluta con una qualità del prodotto software riconosciuta non solo in Italia, eppure si è affidata ad AppQuality. Perché? 

Appoggiarci ad AppQuality ci ha permesso di mantenere un altissimo livello di qualità liberando risorse. Senza dubbio internamente abbiamo forti competenze in ambito UX, quello che manca è il tempo da dedicare ad alcuni processi, come in questo caso il testing. Affidare questo passaggio ad un’azienda esterna nella quale abbiamo fiducia ci permette di avere insight di qualità a stretto giro senza togliere tempo dedicato allo sviluppo


In Bending Spoons, lo sappiamo, le competenze di sviluppo e UX non mancano affatto. Ci sono parti del test che, se le aveste gestite voi, vi avrebbero creato qualche mal di testa?

Non avendo molta esperienza nella gestione di tester ci sono alcuni errori organizzativi che avremmo probabilmente commesso. Il test su 30 Day Fitness era relativamente lungo, con molte attività da eseguire per i tester, e se gestito internamente penso non avremmo inizialmente diviso le attività tra gruppi di tester separati. Questo avrebbe portato i tester ad essere meno attenti negli step finali e mi immagino avremmo dovuto aggiustare il tiro a test già iniziato, mentre il supporto di AppQuality ci ha permesso di evitare errori di gestione.

 

Quindi consiglieresti il Crowdtesting di AppQuality a realtà tech come Bending Spoons?

Sì, lo consiglierei soprattutto in situazioni in cui il team è sovraccarico e non può gestire anche il processo di test di user experience, che è comunque fondamentale per la qualità del prodotto finale. Avendo risorse limitate e un programma di sviluppo intenso, siamo sempre nella situazione di dover decidere molto attentamente su cosa concentrare le nostre forze. Sapere di poter affidarci a partner esterni per determinati aspetti, senza compromettere la qualità del risultato, ci aiuta a portare avanti più aspetti in parallelo. Nel caso di AppQuality, il progetto è stato portato a termine con puntualità, perfettamente in linea con le tempistiche che ci erano state fornite in fase di kickoff. Tornando al discorso di prima, la differenza è che nel caso di una azienda con competenze tech meno marcate il crowdtesting permette di arrivare ad una qualità da top player, e nel caso di una azienda come la nostra permette di mantenere quella qualità senza appesantire le risorse interne.                        New call-to-action